Gondi archive theft

Date sent:              Tue, 24 Apr 2001 14:38:24 -0400

 

Dear Ton,

 

the private archive of the Gondi family housed in their palace in Piazza San Firenze in Florence was broken into and robbed. 

Most of the archive was stolen before the theft was discovered in December 2000.

 

I got the file from the Soprintendenza in Italy.  There were also objects stolen like reliquaries and chalices from the 17th c. I believe.  But I don't have that list.  If you wish, I can inquire

about them. Hope this helps locate the missing documents.

 If you find any of the missing documents, please contact Dottoressa Paola Benigni at the Soprintendenza Archivistica di Toscana at archivistica.firenze@tin.it

 

 

 

 

 

ELENCO DOCUMENTI MANCANTI

a cura di Ilaria Marcelli, marzo 2001.

 

FONDO GONDI

 

 

Dall’archivio sono state rubate tre piante relative al palazzo Gondi, le cui riproduzioni sono agli atti presso la Sovrintendenza Archivistica  per la Toscana.

 

 

SERIE PERGAMENE

Appartenevano al fondo Gondi anche numerose pergamene; purtroppo gli autori del furto, oltre a portare via tutto il complesso di pergamene esistenti, hanno sottratto anche le schede e tutto il materiale archivistico ad esse relativo.

 

 

SERIE LETTERE

schedate e riordinate secondo l’ordine alfabetico del destinatario nella seconda metà del XX secolo.

 

[Lettere ad Amerigo Gondi dal 1563 al 1575. Si ricordano in particolare le due di Santa Caterina dei Ricci, una del 28 febbraio 1578, l’altra del 29 maggio 1579.]

Amerigo di Bernardo Gondi. Carteggio di vari (contenitore A).

Amerigo di Bernardo Gondi. (contenitore B).

Amerigo di Bernardo Gondi. Lettere dei Da Sommaia. (contenitore C).

Antonio e Bernardo di Antonio, Niccolò Bartolomeo di Bernardo Gondi. Carteggio. (contenitore F).

 

[Lettere a Raffaello Martelli dal 1566 al 1590 e di lui al padre. Inoltre carteggio di Raffaello Martelli e Pierantonio Bandini dal 1564 al 1586, ma non si sa in quale ruolo.]

Carteggio di Raffaello Martelli. (Contenitore D1, A-Bra).

Carteggio di Raffaello Martelli. (Contenitore D2, Bra-Bu).

Carteggio di Raffaello Martelli. (Contenitore D3, C).

Carteggio di Raffaello Martelli. (Contenitore D4, D-F).

Carteggio di Raffaello Martelli. (Contenitore D5, G-Ma).

Carteggio di Raffaello Martelli. (Contenitore D6, Me-Na).

Carteggio di Raffaello Martelli. (Contenitore D7, Ne-R).

Carteggio di Raffaello Martelli. (Contenitore D8, S-Z).

Carteggio Raffaello Martelli-Pierantonio Bandini. 92 lettere dal 1564 al 1567. (contenitore D9).

Carteggio Raffaello Martelli-Pierantonio Bandini. 83 lettere dal 1568 al 1570. (contenitore D10).

Carteggio Raffaello Martelli-Pierantonio Bandini. 69 lettere dal 1570 al 1571. (contenitore D11).

Carteggio Raffaello Martelli-Pierantonio Bandini. 74 lettere dal 1573 al 1575. (contenitore D12).

Carteggio Raffaello Martelli-Pierantonio Bandini. 117 lettere dal 1576 al 1586. (contenitore D13).

Lettere di Raffaello Martelli al padre Bartolomeo di Ilarione Martelli. 365 lettere dal 1560 al 1578. (contenitore D14, I).

Lettere di Raffaello Martelli al padre Bartolomeo di Ilarione Martelli. Dal 1560 al 1578. (contenitore D15, II).

 

[Lettere a Ilarione di Bartolomeo Martelli, ai suoi figli Bartolomeo e Tommaso dal 1456 al 1580.]

Carteggio di Tommaso Martelli. 1545-1580. (contenitore D16, II. A-R).

Carteggio di Tommaso Martelli. 1545-1580. (contenitore D17, I. S-T).

Carteggio di Tommaso Martelli e carte varie. (contenitore D18).

Vari Martelli: lettere e altri documenti. (contenitore D19).

Carteggio di Ilarione di Bartolomeo Martelli. 1456-1533. (contenitore D20).

Carteggio di Bartolomeo di Ilarione Martelli. (contenitore D21, I. A-F).

Carteggio di Bartolomeo di Ilarione Martelli. (contenitore D22, II. G-L).

Carteggio di Bartolomeo di Ilarione Martelli. (contenitore D23, III. Ma).

Carteggio di Bartolomeo di Ilarione Martelli. (contenitore D24, IV. M-N).

Carteggio di Bartolomeo di Ilarione Martelli, con alcune lettere alla moglie Laura e alla figlia Lena e al figlio Ilarione, e testamento. (contenitore D25, V. O-Z).

 

[Lettere a Girolamo Ricciardi dal 1560 al 1577, quando era podestà di Bucine, poi di Buggiano e di Modigliana.]

Girolamo Ricciardi. Carteggi 1560-1577. (contenitore E).

 

[Lettere ad Antonio Gondi, dal 1560 al 1591.]

Antonio Gondi. Lettere a lui dirette. (Contenitore I, A-Be).

Antonio Gondi. Lettere a lui dirette. (Contenitore II, Bi-G).

Antonio Gondi. Lettere a lui dirette. (Contenitore III, Ce-D).

Antonio Gondi. Lettere a lui dirette. (Contenitore IV, F-Ga).

Antonio Gondi. Lettere a lui dirette. (Contenitore V, Gh-I).

Antonio Gondi. Lettere a lui dirette, 1532-1591, sett. 15. (Contenitore VI, L-M,).

Antonio Gondi. Lettere a lui dirette. (Contenitore VII, N-Q).

Antonio Gondi. Lettere a lui dirette. (Contenitore VIII, R-Se).

Antonio Gondi. Lettere a lui dirette. (Contenitore IX, Si-Z).

 

 

SERIE DOCUMENTI (1366-1799)
filze numerate da 1 a 12, descritte nel primo tomo di un repertorio cronologico compilato alla fine del XIX secolo.

 

N.1 (1400-1540) mancano gli inserti n. 3, 5, 6, 8, 9, 11, 17, 172, 18, 23, 24, 25, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 37, 39, 42, 45, 49, 51, 52, 53, 54, 55, 56, 57, 58, 60, 62, 63 (l’ultimo inserto è il N. 61 del 1539).

Descrizione dei documenti mancanti, tratta dall’inventario di fine ottocento:

 

1459 dicembre  6, “Atto col quale Ugolino e Bartolommeo Martelli devengono fra loro una amichevole divisione di beni.” (filza N.1, ins. 3);

 

1487 marzo 29, “Giovanni Nanni detto Lupaccio da Montelupo debitore di Ilarione di Bartolommeo Martelli di fiorini dugentottanta. Roga Giovanni Rilli di Loppi, notaro fiorentino.” (filza N.1, ins. 5);

 

1449 settembre 2, “Codicillo di Giovanni di Amerigo Benci col quale fa diverse sostituzioni per gli amministratori ed esecutori del di lui testamento che si dice fatto nel mese di ottobre 1445.” (filza N.1, ins. 6);

 

1489 agosto 15, “Memorie e ricordi che Filippo di Matteo Strozzi cominciò in questo giorno a fondare il suo Palazzo e che nel medesimo tempo Giuliano di Leonardo Gondi dimorante a Lione, dove esercitava commercio di battiloro, cominciò ad edificare il palazzo di Firenze. Estratto da un libro esistente nella libreria di Santa Maria Nuova.” (filza N.1, ins. 8);

 

1492 febbraio 1, “Ilarione Martelli alloga a vita un podere a Bartolommeo di Fivizzano. Atto rogato da Antonio Cuochini notaro pisano.” (filza N.1, ins. 9);

 

1494 settembre 12, “Donazione. Bernardo Martelli pievano di S. Giusto a Lizzanese, in diocesi di Pistoia, dona a Ruberto figlio di Francesco di Ruberto Martelli ed a qualunque figlio legittimo e naturale che nascerà da detto Francesco, tutti i suoi beni mobili ed immobili, ragioni, azioni e crediti patrimoniali, riservandosi l’usufrutto vita sua natural durante.” (filza N.1, ins. 11);

 

1506 giugno 1, “Procura. Bernardo Tantini fa procura in Antonio suo figlio ai rogiti di Simone Mancini.” (filza N.1, ins. 17);

 

1507-1528, “Libro di Contratti. Istrumento del 22 ottobre 1507 col quale Bernardo del fu Antonio Gondi compra da Zanobi Pugetti un podere con casa padronale da lavoratore, posto nel popolo di S. Niccolò a Vico, pieve di S. Lorenzo a Montefiesole, luogo detto Grignano, per il prezzo di f. 1300. Seguono altri contratti per la compra fatta da Gondi del podere di Vico ed altre terre al Pontassieve. In fine trovasi il contratto del 21 gennaio 1528, rogato da Serafino di Carlo da Firenzuola col quale il rettore delle Chiese Parrocchiali riunite di S. Niccolò a Vico e S. Licia concede a livello a Bernardo di Antonio di Leonardo Gondi una casa da lavoratore con diversi appezzamenti di terra, costituenti parte del podere denominato Vico Alto, posto in comunità del Pontassieve popolo di S. Lucia alla Pievecchia, per l’annuo canone di lire fiorentine 63. Vedasi l’istrumento del 5 luglio 1859 rogato Cartoni e registrato a Firenze lì 6 luglio detto vol. 197, fl. 6, cas. 3 con il rettore della chiesa di S. Lucia della Pievecchia, l’atto di ricognizione in dominium e l’atto di affrancazione del canone suddetto del 28 gennaio 1870 rogato Benci e registrato a Firenze lì 5 febbraio successivo, filza 8, documenti n. 20 e filza 12 documenti n.2 dell’archivio moderno.” (filza N.1, ins. 172);

 

1509 agosto 4, “Dichiarazione del canonico Ugolino Martelli come procuratore di Tommaso suo fratello, circa la pigione di una cameretta in Firenze.” (filza N.1, ins. 18);

 

1516 maggio 27, “Procura di Luca di Michele Dellanti cittadino pisano, in Ilarione Martelli. Rogato da Carlo di Michele Salvaligni notaro pisano.” (filza N.1, ins. 23);

 

1516 gennaio 18, “Procura di Antonio Oresi pisano in Ilarione Martelli. Rogata da Domenico di Nanni del Mancino.” (filza N.1, ins. 24);

 

1516-1529, “Dichiarazioni di debito fatte dai seguenti a favore di Ilarione Martelli: - da Silvestro di Antonio del Poggio per più semine – da Iacopo Fabbroni di Colle per fiorini 30 d’oro – da Buonaccorso Pitti per più somme – da Giuliano di Biagio Daldi per f. 55 – da Girolamo di Giovanni di Francesco di Ser Michele da S. Michele di S. Miniato al Tedesco colla mallevadoria di Ser Bernardo di Piero di Giovanni Fiamminghi, per ducati 120.” (filza N.1, ins. 25);

 

1517 dicembre 8, “Contratto col quale Bernardo e Fortino di Francesco di Andrea Fortini si dichiarano debitori di Ilarione Martelli per fiorini 180. Rogato Ser Giovanni di Matteo Rilli.” (filza N.1, ins. 28);

 

1517 dicembre 24, “Niccolò di Giovanni Calderani fa procura in Ilarione Martelli ai rogiti di Giovanni Rilli di Loppi notaro fiorentino.” (filza N.1, ins. 29);

 

1518 agosto 17, “Pierantonio Gondi si confessa debitore di più somme verso Bartolommeo Panciatichi.” (filza N.1, ins. 30);

 

1519 marzo 7, “Procura di Girolamo Bellucci in Ilarione Martelli.” (filza N.1, ins. 31);

 

1520 gennaio 6, “Procura che Angiolo Ricasoli fa ai rogiti di Lorenzo Minanni a favore di Ilarione Martelli.” (filza N.1, ins. 32);

 

1520 gennaio 26, “Notizie sul fidecommisso indotto da Alessandro di Antonio Gondi col testamento del 26 gennaio 1520 rogato Ottaviani.” (filza N.1, ins. 33);

 

1521 giugno 26, “Copia di una cedola di Piero e Giovanni Bini e compagni di corte di Roma nella quale confessano di aver ricevuto dagli eredi del fu Giovan Francesco Martelli e Lodovico e compagni di Roma ducati seimilacinquecento /6500/ d’oro di camera, per sette Ufizi di Cavalieri di S. Pietro, non vocabili per morte dei titolari in seguito ad un motuproprio di Sua Santità Leone X del dì 10 febbraio 1521, che commetteva a detti Bini e compagni quella concessione, dando in garanzia della detta somma un diamante grande in tavola, legato in anello d’oro del valore di ducati ottomila, come resulta da detto motuproprio, riportato sotto la detta cedola e si ricava che in detti Uffizi di Cavalieri erano in persona di Messer Simone Andreozzino da Narni e ducati 3500 per la metà di sette Uffizi nelle persone di Messer Cammillo Mansueto, di Fabio Mansueto, di Antonio Gullera, di Francesco di Smeraldo Armellini, di Raffaello Armellini, di Giuliano Armellini, in Vincenzio Stefani.

Vi sono annessi i seguenti documenti: - copia di una cedola di deposito di ducati duemila d’oro di camera a giuli dieci per ducato, che i detti Martelli e Capponi fecero a Piero e Giovanni Bini nel 1521, con promessa di restituire detta somma a piacere; – copia di un latemur o motuproprio di Clemente VII dì 12 marzo 1524, che ordina al cardinale Armellino camarlingo di promettere a Lodovico Capponi la restituzione del diamante legato in anello d’oro che sopra, ad ogni sua richiesta; – copia della ricevuta fatta da detto Armellino Medici cardinale di San Callisto e Camarlingo Apostolico del suddetto anello, rilasciata da Lodovico Capponi il 9 marzo 1524, dietro la quale vi è la cedola dei Bini e compagni che sopra dì 26 giugno 1521; – vi è infine una lettera di Lodovico Capponi, diretta  al Santo Padre, colla quale rimette un carteggio fra esso e la buona memoria del cardinale Armellino, per dependenza del deposito di ducati duemila fatto ai Bini e compagni come sopra, in data 26 dicembre 1527. Queste carte sembrano tutte scritte di mano di Lodovico Capponi.” (filza N.1, ins. 37);

 

1522 ottobre 24, “Fede del livello perpetuo della possessione di Grignano fatto da Ilarione Martelli.” (filza N.1, ins. 39);

 

1524 settembre 7, “Scritta di sponsali fra la Cassandra di Bartolommeo di Mariotto dello Steccuto o Steccuti ed Ilarione dei Martelli, con la dote di fiorini duemila di suggello. Firmata da Bartolommeo dello Steccuto / guasta in molte parti dall’umidità.” (filza N.1, ins. 42);

 

1527 aprile 11, “Antonio di Antonio lanaiolo si confessa debitore di Ilarione Martelli per fiorini 74 e ½.” (filza N.1, ins. 45);

 

1528 giugno 3, “Atto col quale Antonio Tantini vende ad Ilarione Martelli un pezzo di terra con castagni posto nel popolo di Santa Maria a Orata, luogo detto Moscivo, vicariato di Casentino e di Poppi, per il prezzo di fiorni 45.” (filza N.1, ins. 49);

 

1529 agosto 23, “Istrumento pubblico col quale Iacopo del fu Pierozzo di Zanobi vende ad Ilarione Martelli le ragioni utili di un piccolo casolare, ora ridotto da detto Pierozzo a casa di abitazione, posto in Pisa fuori la porta S. Marco, e tre appezzamenti di terra, di dominio diretto dei monaci dell’abbazia di S. Frediano di Pisa, per il prezzo di f. 100. Altro strumento di pari data col quale i monaci dell’abbazia di S. Frediano di Pisa concedono a livello ad Ilarione Martelli ed ai suoi figli e discendenti maschi, per linea mascolina in infinito, i beni citati nel primo istrumento, per l’annuo canone di St. 10 di grano.” (filza N.1, ins. 51);

 

1530 gennaio 15, “Lodo proferito da Lodovico Capponi nominato arbitro per comporre le differenze insorte tra Lorenzo del fu Niccolò Martelli da una, e Pietro e Carlo di Giovan Francesco dall’altra parte. Rogato da Clemente Ruffoli.” (filza N.1, ins. 52);

 

1530 marzo 20, “Atto col quale Andrea del Pugliese dà in affitto a Ilarione Martelli ed altri un podere con casa da padrone e da lavoratore, posto nella pieve di S. Pancrazio, luogo detto al Bosco, per la durata di anni cinque e per il canone annuo di fiorini 60.” (filza N.1, ins. 53);

 

1531 dicembre 9, “Lodo messo da Bernardo di Giovan Battista Galilei, nominato arbitro per comporre le differenze insorte tra Francesca moglie di Ilarione Martelli figlia del fu Iacopo Gualterotti ed il suo fratello figlio di detto Iacopo Gualterotti circa un podere […] fiorentino, popolo di S. Niccolò a Novoli, ed un pezzo di terra di staia 3 a seme, posto nel popolo di S. Maria a Lucciana, luogo detto Piano di Leccio, che il detto Niccolò promise concedere alla nominata sua sorella con titolo di donazione o qualsiavoglia altro titolo. Rogato da Andrea Ugolini.” (filza N.1, ins. 54);

 

1532 giugno 26, “Procura che Alessandro di Antonio Scarlattini fa a Bartolommeo di Ilarione Martelli.” (filza N.1, ins. 55);

 

1532 dicembre 20, “Scritta di sponsali tra Laura Federighi e Bartolommeo di Ilarione Martelli, con dote di fiorini millecinquecento di oro in oro larghi. Firmata dal Niccolò di Raffaello Federighi e da Bartolommeo Martelli. Con altro scritto consimile del dì 18 gennaio 1532.” (filza N.1, ins. 56);

 

1534 novembre 20, “Niccolò Gualterotti dona a Francesca Gualterotti vedova di Ilarione Martelli e dopo la morte di essa ai figli di detto Ilarione, una casa posta nel popolo di S. Maria a Novoli, luogo detto la Torre. Ai rogiti di Niccolò Bonanni.” (filza N.1, ins. 57);

 

1537 ottobre 28, “Procura di Bartolommeo di Alessandro Martelli in Bartolommeo di Ilarione Martelli. Rogata da Angelo Cecconi di Ancona, notaio pontificio.” (filza N.1, ins. 58);

 

1539 giugno 19, “Procura che donna Cassandra del fu Ilarione Martelli vedova di Bartolommeo Steccuti, in proprio e come tutrice di Mariotto figlio ed erede di detto Bartolommeo Steccuti, fa in Bartolommeo Martelli suo fratello. Rogato da Niccolò Buonamici.” (filza N.1, ins. 60);

 

1540 aprile 25, “Procura di Roberto di Francesco Martelli in Bartolommeo di Ilarione Martelli rogata da Lorenzo Baldinucci.” (filza N.1, ins. 62);

 

1540 giugno 7, "Istrumento pubblico col quale Lorenzo di Niccolò di Ugolino Martelli col consenso della consorte Margherita figlia del fu Tommaso di Folco Portinari, vende a Bartolommeo, Lorrenzo, Giovan Battista, Tommaso e Iacopo fratelli e figli del fu Ilarione Martelli un podere con casa da lavoratore posto nel popolo di S. Gervasio in luogo detto S. Gervasio, per il prezzo di f. 650. Rogato da Niccolò Parenti. Seguono altri due contratti relativi al pagamento del prezzo del suddetto podere, rogati ambedue dal sunnominato Parenti, notaio fiorentino." (filza N.1, ins. 63);

 

N.2 (1541-1590) mancano gli inserti n. 2, 4, 8, 9, 11, 13, 14, 16 (mancante già nel repertorio), 18, 20, 21, 23, 30, 35, 36, 37, 38, 41, 45, 46, 48, 49, 50 (l’ultimo inserto è il N. 47 del 1589).

Descrizione dei documenti mancanti, tratta dall’inventario di fine ottocento:

 

1544 settembre 6, “Procura di Niccolò Simassi in Tommaso Martelli.” (filza N.2, ins. 2);

 

1546 settembre 17, “Procura che Vincenzio Martelli fa in Bartolommeo di Ilarione Martelli, a Pandolfo del fu Pietro Martelli ed a Luca del fu Angelo Guglielmo Martini. Rogato da Tommaso di Niccolò Parenti.” (filza N.2, ins. 4);

 

1550 gennaio 6, “Sunto del testamento di Vincenzio di Alessandro Martelli col quale nomina suoi eredi universali il valoroso capitano Bartolommeo e Giovan Battista suoi fratelli con diverse sostituzioni per fidecommisso. Rogato da Antonio Parenti.” (filza N.2, ins. 8);

 

1550 luglio 7, “Scritta di sponsali tra la Gemma di Vincenzio Martelli e Vincenzio di Antonio Rabatti cittadino fiorentino, colla dote di ducati 2mila di oro. Firmata da Vincenzio Martelli, da Isabella Rabatti madre dello sposo e da detto Vincenzio Rabatti. In detta scritta si parla di una casa in Salerno, comprata con la dote di detta Gemma, alla quale il marito vi renunzia avendo ricevuta la dote in contanti.” (filza N.2, ins. 9);

 

1551 marzo 2, “Atto di donazione che Elisabetta Altoviti vedova Riccardi fa alla sua figlia Alessandra. Rogato da Niccola Lichi.” (filza N.2, ins. 11);

 

1554 ottobre 20, “Scritta di locazione del podere posto nel popolo di S. Gervasio che Giovan Battista Martelli fa a Tommaso Martelli per la durata di anni cinque  e ciò a tutto il 20 ottobre 1559. Altra scritta del 26 ottobre 1562 colla quale Tommaso di Ilarione Martelli affitta a Rodolfo Ferroni un podere posto nel popolo di S. Gervasio luogo detto il Canto per la durata di anni tre e per f. 26 all’anno. Da alcuni ricordi riguardanti la cappella del SS. Sacramento nella chiesa dei SS. Gervasio e Protasio,  fondata dai Martelli nel 1595, si rileva che il podere con villa posto nel popolo di detta Chiesa fu assegnato ai Gondi per f. 3800 nella divisione dei beni appartenenti alla eredità di Ilarione Martelli.” (filza N.2, ins. 13);

 

1555 maggio 6, “Testamento di Giordano di Antonio Gondi col quale ordina di essere sepolto nella chiesa di S. Marco ed eredi universali nomina i suoi figli Giovan Battista, Leonardo e Domenico. Rogato da ser Giovanni Calderini.” (filza N.2, ins. 14);

 

1561 settembre 23, “Nota dei beni appartenenti all’eredità di Giovan Battista di Alessandro Martelli e dei debiti e gravezze facenti carico alla medesima.” (filza N.2, ins. 18);

 

1565-1587, “Varie dichiarazioni di debito a favore di Antonio di Bernardo Gondi.” (filza N.2, ins. 20);

 

1567 novembre 29, “Scritta per la formazione di una Compagnia di battiloro in Firenze tra Giovan Battista Martelli, Alberto Altoviti, Giovanni da Casavecchia e Giovan Battista Cini, sotto il di cui nome la detta ragione dovrà cantare.” (filza N.2, ins. 21);

 

1572 maggio 17, “Patente che approva la vendita fatta dai frati di S. Maria Novella ad Amerigo Gondi di un campo posto nel contado fiorentino popolo di S. Stefano in Pane, luogo detto Montione.” (filza N.2, ins. 23);

 

1580 aprile 9, “Francesco Martelli nomina in compratori Giordano e Vincenzio del fu capitano Baccio dei Martelli di un podere a terra luogo detto Malcantone, posto nel popolo di S. Gervasio che egli acquistò dal Reverendo Domenico e fratelli Sgori di Firenze, sotto dì 5 luglio 1578.” (filza N.2, ins. 30);

 

1583 dicembre 28, “Lettera di ser Giuliano Dell’Avveduto a messer Antonio Gondi circa un debito di suo cognato.” (filza N.2, ins. 35);

 

1584 novembre 15, “Scritta di compagnia di arte di lana tra Antonio di Bernardo Gondi e Giovanni Lapini.” (filza N.2, ins. 36);

 

1585 febbraio 4, “Lettera in idioma francese scritta da un Gondi e diretta a Chalon. Vi è annessa una nota di nomi e cariche dei signori Gondi di Francia.” (filza N.2, ins. 37);

 

1585 maggio 1, “Scritta di affitto con la quale Antonio di Bernardo Gondi dà in affitto a messer Ettore Lasci o Laci di Colle un podere detto Canto Martinelli posto a Signa, per fiorini novanta all’anno, per la durata di anni cinque, qual podere era di proprietà di Antonio del Rosso.” (filza N.2, ins. 38);

 

1587 novembre 7, “Obbligazione firmata da Francesco Lugoli, per ducati 25, imprestatigli da Antonio di Bernardo Gondi.” (filza N.2, ins. 41);

 

1588 dicembre 14, “Obbligazione firmata da Raffaello di Antonio Malegonnelle per fiorini 1033 di cui andava debitore ad Antonio di Bernardo Gondi per cambio tratto a Lione sulla fiera dei Santi. Con altre obbligazioni per giro di cambi del dì 23 agosto 1585.” (filza N.2, ins. 45);

 

1588 dicembre 23, “Inventario solenne dei mobili ecc. esistenti nella casa del fu messer Raffaello Martelli, posta in via Larga fatta per cura di Ilarione Martelli, come tutore testamentario di Anna dei Martelli figlia ed erede del prefato Raffaello, in ordine al di lui testamento del dì 22 luglio 1588.” (filza N.2, ins. 46);

 

1590 ottobre 30, “Lettera di Girolamo ser Nardi del Borgo a messer Antonio Gondi di Firenze, per compra di lana ed altri interessi.” (filza N.2, ins. 48);

 

1590 dicembre 19, “Instrumento pubblico di composizione col quale Giovan Filippo e Francesco del fu Alessandro Alessandri devengono, con la mallevadoria della loro madre Nannina Salvetti vedova Alessadri, ad una composizione per soddisfare Antonio del fu Bernardo Gondi dei crediti da esso tenuti verso il nominato loro padre, ascendenti al presente per sorte, frutti e spese a f. 1367 sol. 10 e denari 11. Rogato dai notari Guido Guidi e Andrea Andreini.” (filza N.2, ins. 49);

 

1590 novembre 19, "Obbligazione di Giovan Battista di Niccolò Buonanni per fiorini 36 ricevuti ad imprestito da Antonio di Bernardo Gondi." (filza N.2, ins. 50);

 

N.3 (1591-1621) mancano gli inserti n. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 36, 43 (l’ultimo inserto è il N. 47 del 1621-1647).

Descrizione dei documenti mancanti, tratta dall’inventario di fine ottocento:

 

1591 aprile 27, “Ricevuta di Giovan Francesco Giuntini per fiorini 110 imprestatigli gratis da Antonio di Bernardo Gondi.” (filza N.3, ins. 1);

1591 agosto 14, “Testamento di Antonio di Bernardo Gondi, nel quale ordina di essere sepolto nella Chiesa di S. Marco nella sepoltura della compagnia della Purificazione e di S. Zanobi detta di S. Marco, istituisce vari legati e nomina eredi universali i suoi fratelli Bartolommeo ed Amerigo Gondi a parti eguali fra loro e con diverse sotituzioni per fidecommisso.” (filza N.3, ins. 2);

 

1591 settembre 14, “Lettera di Girolamo Gondi scritta da Pratolino ad Amerigo Gondi in Firenze.” (filza N.3, ins. 3);

 

1591 settembre 27, “Amerigo di Bernardo Gondi condusse a livello dall’ospedale di S. Maria Nuova di Firenze una casa posta in detta città nel borgo del Canto agli Alberti per contratto rogato in questo giorno da Iacopo Ambrogi. Nota dei pagamenti del detto livello a tutto l’anno 1691 ed altre notizie relative al pagamento della decima ecc.” (filza N.3, ins. 4);

 

1593 gennaio 22, “Scritta privata del pagamento e quietanza, con mallevadoria, del prezzo di un appezzamento di terra soda, posto nel popolo di S. Lorenzo a Montefiesole che Amerigo Gondi comprò da Biagio del Rosso per contratto rogato ser Frosino della Volpaia, nel maggio 1590 per giorni 15. Vi è annessa una fede di decima dell’anno 1601, e diverse notizie di appezzamenti boschivi posti in luogo detto Massinaia ecc. in potesteria di Pontassieve.” (filza N.3, ins. 5);

 

1593 novembre 242, “Contratto con cui i Ministri e Deputati della Gabella della carne e farine in Firenze, vendono a Vincenzio Magalotti alcuni beni, posti nel popolo di S. Lucia alla Pievecchia, potesteria del Pontassieve di proprietà di Alamanno Barducci onde indennizzarsi del debito da esso lasciato come camarlingo di dette gabelle. Rogato da Giovanni Chiari notaro fiorentino.” (filza N.3, ins. 6);

 

1593 dicembre 10, “Obbligazione firmata da Ottavio Ottavanti per f. 170 .6.4 di cui resultava debitore nei libri di Antonio Gondi per conto di cambi ecc.”( filza N.3, ins. 7);

 

1595, “Ilarione Martelli fonda la cappella sotto l’invocazione del SS. Sacramento nella chiesa parrocchiale del SS. Gervasio e Protasio in ordine al testamento di Vincenzio Martelli suo fratello. Ricordi riguardanti gli obblighi della suddetta cappella tolti dallo archivio fiorentino. Piero e Vincenzio Gondi figli di Maria Caterina di Tommaso di Ilarione Martelli sposata in seconde nozze da Amerigo di Bernardo Gondi loro padre concorsero per una terza parte alla divisione dell’eredità di Ilarione Martelli fatta nell’anno 1627 e perciò spetta alla famiglia Gondi per la medesima terza parte la collazione del benefizio Martelli.” (filza N. 3, ins. 8);

 

1595 gennaio 17, “Lettere di Giovanni Migliorati e compagnia del Borgo  S. Sepolcro a messere Antonio Gondi in Firenze, relative a partite di conti correnti per giro di cambi. Altra di Amerigo Migliorati dì 26 gennaio 1599.” (filza N.3, ins. 9);

 

1596 febbraio 20, “Licenza dei Consoli dell’Arte ed Università dei Mercanti concessa ad Amerigo Gondi di poter murare una casa colonica con appoggiarsi ad una cantonata della Vigna dell’ospedale di S. Eusebio che riesce sulla strada per lo spazio di 40 e 50 braccia.” (filza N.3, ins. 10);

 

1596 maggio 18, “Scritta di formazione di una compagnia o ragione di banco in questa città di Firenze tra Ilarione di Tommaso Martelli e Giovanni di Iacopo Martelli con un capitale di f. 48mila.” (filza N.3, ins. 11);

 

1597 maggio 14, “Istrumento di vendita e concessione di canone di affitto, mediante il quale Michelangiolo del fu Bartolommeo vende a Giovanni del fu Niccolò Cerretani il diritto di esigere l’annuo canone di st. 27 grano ed un paro capponi dal R. Capitolo della Metropolitana fiorentina gravante due appezzamenti di terra posti nella comunità di Prato, luogo detto la Badia alla Croce e la Via Lunga, già concessi a fitto al detto capitolo. Rogato da Pietro Canzani. Copia in carta libera con appunti e notizie relative.” (filza N.3, ins. 12);

 

1597-1598, “Quattro lettere di Antonio Primerani scritte da Roano ad Amerigo Gondi in Firenze.” (filza N.3, ins. 13);

 

1599 aprile 1, “Scritta di Sponsali fra Laura figlia di Amerigo Gondi e Lorenzo di Bernardo Guasconi, con la dote di f. 6300 di oro. Inventario del corredo. Copia di partita riguardante il pagamento della dote suddetta.” (filza N.3, ins. 14);

 

16.. (senza data), “Fattispecie del processo di lite tra il capitano Biagio Duretti da una e la Virginia figlia del fu Niccolò Duretti da Pistoia dall’altra parte circa la legittimità della nascita di detta Virginia per conseguirre l’eredità paterna della quale aveva preso il possesso il detto Capitan Biagio Duretti suo zio. In principio vi è uno schizzo d’albero genealogico della famiglia Cocchi Migliorini e Duretti. (Copia informe).” (filza N.3, ins. 15);

 

1601 giugno 2, “Atto di possesso dato a messer Bernardo Gondi da Ser Piero Portinari Ufficiale di Cigoli del podere detto La Contesa e di diversi appezzamenti di terra ecc.” (filza N.3, ins. 16);

 

1602 febbraio 3, “Nel dicontro giorno Francesco di Giuliano Gondi fece il suo testamento ai rogiti di Paolino Paolini, istituendo un legato a favore di Ruberto di Pandolfo Pucci, suo zio, sua vita natural durante, del podere di Campi e di un orto posto fuori la Porta alla Croce e chiamando suoi eredi universali Simone di Alfonso Gondi, con diverse sostituzioni. Ordina al suo erede che decorsi anni tre dal dì che entrerà nel possesso del podere ed orto che sopra, spenda f. 500 in ornare di pitture e stucchi la cappella di S. Maria Novella a lato dell’Altare Maggiore e più che costituisca un fondo per far celebrare una Messa alla detta Cappella.” (filza N. 3, ins. 17);

 

1602 agosto 1, “Scritta privata con la quale Guerrieri di Agostino detto il Moro affitta ad Amerigo Gondi una casa con un campo di staia 6, posto in luogo detto Casa Vecchia, potesteria del Pontassieve, popolo di S. Niccolò a Vico, per la durata di anni tre e per il canone di quaranta piccioli all’anno.” (filza N.3, ins. 18);

 

1604 gennaio 12, “Fede di Raffaello Medici governatore delle Monache di S. Giuliano di Firenze come nel primo novembre 1517 Bernardo di Antonio Gondi condusse in affitto a linea mascolina legittima e naturale da detto Monastero un podere di Staiora 84 di terra, con casa da lavoratore, posto nel popolo di S. Stefano in Pane, luogo detto Montaione, per l’annuo canone di f. 120 e st. 60 di grano buono.” (filza N.3, ins. 19);

 

1604 febbraio 18, “Decreto dei Sigg. Ufiziali del Monte Comune col quale, aderendo alla istanza di Piero e Vincenzo Gondi acconsentono che sopra due poderi posti nella podesteria di Sesto, popolo di S. Stefano in Pane, luogo detto Poggio ed un campo posto nel Montione, luogo detto Campo ai Frati, proprietà del sig. Amerigo Gondi, padre dei suddetti, siano rinvestiti f. undicimila, provenienti dal fidecommisso indotto da Antonio Gondi col testamento del 14 agosto 1591 rogato Guidarrighi. Lodo proferito da Emilio Gondi circa il suddetto rinvestimento il 15 aprile 1605.” (filza N.3, ins. 20);

 

1604 dicembre 30, “Istrumento di compra e vendita col quale Pier Giovanni del fu Giovan Vittorio Soderini vende ad Iacopo e fratelli Fontebuoni l’utile dominio di un podere e diversi appezzamenti di terra, posto nel popolo della Pieve a Doccia, potesteria del Ponteassieve in luogo detto Catelano per il prezzo di f. 1870 e con l’accollo dell’onere st. 17 e 3/8 grano all’anno, dovuto all’Arcivescovado fiorentino direttorio. Rogato da Antonio Milanesi copia informe, con fede per voltura ed un ricordo degli appezzamenti boschivi posseduti dai Fontebuoni nella Selva di Monte Croce.” (filza N.3, ins. 21);

 

1606 gennaio 31, “Scritta di Sponsali tra la Sig. Cammilla di Amerigo Gondi e il Sig. Alessandro di Ridolfo Paganelli, con la dote di f. 6300. Con diverse scritture, ricevute e conteggi a tutto l’anno 1628 per dependenza di detta dote.” (filza N.3, ins. 22);

 

1612 aprile 17, “Lettera firmata Cosimo Righi da Borgo S. Sepolcro agli eredi di Antonio Gondi di Firenze, per una partita di deposito di fiorini 200.” (filza N.3, ins. 36);

 

1619 aprile 14 e novembre 4, “Lettere di Alessandro Paganelli a Vincenzio Gondi di Firenze, suo cognato.” (filza N. 3, ins. 43);

 

N.4 (1621-1691) mancano gli inserti n. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 23, 33 (l’ultimo inserto è il N. 37 del 1691).

Descrizione dei documenti mancanti, tratta dall’inventario di fine ottocento:

 

1621 giugno 17, “Istrumento di compra col quale Piero e Vincenzio del Sen. Amerigo Gondi comprano da Francesco di Piero da Poggio una terza parte di una casa posta nel popolo di S. Lorenzo a Montefiesole, luogo detto Poggio Gualtieri ed un appezzamento di terra lavorativa, posta in detto popolo in luogo detto La Via del Podere di Poggio Gualtieri, per il prezzo di f. 144, che pagano con animo di rivalersene col denaro appartenente al fidecommisso indotto da Antonio Gondi. Rogato da Bernardo Guidarrighi.” (filza N.4, ins. 1);

 

1622 aprile 27, “Istrumento di compra in virtù del quale Piero e Vincenzio del senatore Amerigo Gondi comprano da Santi Barbanti e da Antonio Guglielmi una parte di casa oggi rovinata, contigua ad altra di proprietà dei detti compratori posta nel popolo di S. Lorenzo nella podesteria del Pontassieve, luogo detto Montefiesoli, ed un pezzo di terra lavorativo, posto in detto popolo, luogo detto Il Campo di Montefiesole, per il prezzo di f. 50, che pagano con animo di rivalersene sul deposito dei danari appartenenti al fidecommisso indotto da Antonio Gondi. Rogato da Bernardo Guidarrighi.” (filza N.4, ins. 2);

 

1622 aprile 28, “Istrumento di compra col quale Piero e Vincenzio del Senatore Amerigo Gondi comprano da Caterina Puccioni consorte di Andrea Campigli un pezzo di terra lavorativa, posta nella potesteria del Pontassieve, popolo di S. Lorenzo a Montefiesole, luogo detto Compiete, per il prezzo di f. 150, che vengono pagati con animo di rivalersene dal deposito del denaro spettante al fidecommisso indotto da Antonio Gondi, essendo stata apposta sopra il detto appezzamento una preambula ipoteca a favore dei chiamati nel fidecommisso medesimo. Rogato da Bernardo Guidarrighi.” (filza N.4, ins. 3);

 

1623 giugno 30, “Istrumento col quale la Maddalena Bartolini Salimbeni consorte di Vincenzio del senatore Amerigo Gondi promette pagare all’Ufficio delle Decime fiorini 2995 a rate annue di fiorini 250, metà del debito di Ruberto Falconieri stato Camarlingo di detto Ufficio colla mallevadoria del nominato Vincenzio Gondi. Rogato da Panfilo Guerrini.” (filza N.4, ins. 4);

 

1626 gennaio 4, “Lettera di Niccolò Dell’Antella circa una supplica da quest’ultimo raccomandata per informazione alle Gabelle.” (filza N.4, ins. 5);

 

1627 novembre 6, “Notizie della Cappella di S. Leonardo, posta nella chiesa di S. Remigio di Firenze, fondata da Leonardo de’ Totti il 6 novembre 1627 con contratto rogato da Cosimo Luccetti. Il giuspatronato della medesima spetta ai Gondi, come i più antichi abitanti nel popolo di S. Remigio. La dote di questa Cappella consiste in una casa in Via Nuova, popolo di S. Pier Maggiore.” (filza N.4, ins. 6);

 

1630 marzo 22, “Compra. Iacopo Viveri al quale da Iacopo Poggi fu aggiudicato un pezzo di terra lavorativa posta nel popolo di S. Niccolò a Vico, podesteria del Ponte a Sieve luogo detto a Piè della Vigna per il prezzo di f. 50, nomina a compratori del detto pezzo di terra Piero e Vincenzio del Senatore Amerigo Gondi i quali lo sottopongono alla disposizione fidecommissaria indotta da Antonio Gondi col testamento rogato Guidarrighi il 14 agosto 1591. Istrumento rogato da Bernardo Giuliani.” (filza N.4, ins. 7);

 

1635 settembre 1, “Scritta di sponsali fra Caterina figlia di Vincenzio di Amerigo Gondi ed Antonio di Francesco Bartolini con la costituzione in dote di f. 2600.” (filza N.4, ins. 8);

 

1635 settembre 6, “Ximenes e Bartolini. Inserto di ristretti di conti, appunti e ricordi informi intitolato «Considerazione fatta il Sig. Priore Sebastiano Ximenes della eredità del Sig.re Alamanno Bartolini e della Sig.a Beatrice Ximenes già moglie del detto Alamanno, morta lì settembre del 1612».”( filza N.4, ins. 9);

 

1636-1640, “Carte riguardanti gli atti in causa fatti da Vincenzio Gondi come procuratore dei Falconieri e Palagi di Roma, contro Guicciardini, relativamente ad un credito di f. 12mila.” (filza N.4, ins. 10);

 

1564 agosto 15, “Scritta di sponsali tra Maddalena figlia di Tommaso Martelli e Andrea Ranieri Sernigi con la dote di f. 3700, che f. 3500 in moneta contante e f. 200 in donora, previo il breve di Roma che dispensi dai vincoli di parentela fra le dette parti esistenti.” (filza N.4, ins. 23);

 

1682 agosto 17, “Giovan Battista e fratelli figli di Agnolo Galli dichiarano essere per essi servito il capitale di f. 400 del quale Amerigo Gondi va debitore di Maria Caterina Vincenzia Panciatichi Sizzi, per scritta del 9 agosto 1682 e perciò promettono di rilevarlo sì della sorte che dei frutti, obbligando le loro persone e beni. Vedasi la scritta di sponsali tra il suddetto Amerigo Gondi e la Giulia di Agnolo Galli, in data 9 giugno 1660.” (filza N.4, ins. 33);

 

N.5 (1692-1711) mancano gli inserti n. 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20 (l’ultimo inserto è il N. 21 del 1711).

Descrizione dei documenti mancanti, tratta dall’inventario di fine ottocento:

 

1692 giugno 10, “Licenza di poter far celebrare la S. Messa nell’Oratorio di S. Antonino Arcivescovo, posto presso la villa di Polverosa, concessa dal Vicario generale dell’Arcivescoco di Firenze ai Sigg. Vincenzio ed Angelo Gondi.” (filza N.5, ins. 2);

 

1693 luglio 24, “Legato di lire mille a favore della Sig.a Giulia Galli consorte di Amerigo Gondi in ordine al testamento della Marchesa Margherita del fu Cosimo Bargellini vedova del Marchese Lorenzo Capponi del dì 24 luglio 1693, rogato Ser Andrea Corsini, col quale lasciò erede Giovan Battista Frescobaldi priore della Chiesa di S. Lorenzo di Firenze. Ricordo del detto legato. Atto di accettazione di eredità con benefizio di legge. Nota delle gioie ricevute dal suddetto Amerigo Gondi come estradotali della Sig. Giulia di Angiolo Gondi nata Galli, lì 16 ottobre 1649.” (filza N.5, ins. 3);

 

1694 marzo 29, “Scritta privata di affitto con la quale Vincenzio ed Angiolo del fu Amerigo Gondi danno in affitto a Piero di Andrea Turchetti una casa posta sul ponte dell’Asse, lungo la via Maestra che conduce a Rifredi, popolo della pieve di S. Stefano in Pane, luogo detto al Marzico, con un pezzo di terra contiguo a detta casa per l’annuo canone di ducati ventidue e per la durata di anni tre.” (filza N.5, ins. 4);

 

1694 agosto 21, “Scritta privata di costituzione di società tra Vincenzio ed Angelo Gondi e Chiaro ed Alessandro Del Chiaro per due negozi e ragioni da aprirsi in Firenze, che uno di partitore l’altro di tinta di color di fuoco, contanti in nome di detti Del Chiaro. E carte relative.” (filza N.5, ins. 5);

 

1698 febbraio 9, “Saldo fine e quietanza con gli eredi di Carlo Grilli lavoratore al podere del Poggio di proprietà dei fratelli Gondi.” (filza N.5, ins. 6);

 

1696 aprile 21, “Licenza dei Capitani di Parte per ridurre macinante un molino posto di S. Niccolò sulla Doccia concessa a Vincenzio ed Angiolo Gondi.” (filza N.5, ins. 7);

 

1697, “Scritta di affitto con la quale Vincenzio ed Angiolo Gondi allogano per anni tre ad Abramo Galligo e ad Emanuele Piazza, la villa di S. Gervasio per il canone di ducati 12 all’anno.” (filza N.5, ins. 8);

 

1697 novembre 25, “Ricevuta di f. 500 del prete Ippolito Morini per remunerazione pagatagli da Vincenzio ed Angiolo Gondi  per essersi prestato nelle cause contro Ottavia e Maria Maddalena Gondi e contro il baron Pietro Ferdinando Gondi di Francia.” (filza N.5, ins. 9);

 

1698 aprile 23, “Ricevuta del Monastero di S. Maria degli Angioli in via della Colonna per saldo ed estinzione del censo in sorte di f. 300 per f. 12 all’anno, imposto da Amerigo Gondi sopra una casa posta nel popolo di S. Iacopo tra Fossi di rimpetto alla volta dei Peruzzi in virtù di scritta del 1° luglio 1662, qui annesa.” (filza N.5, ins. 10);

 

1698 giugno 22, “Fede firmata da alcuni periti agrimensori sul costume di misurare i terreni nel distretto fiorentino a staiora, panora, pugnora e braccia e sulla diversità che passa dallo staioro a canna a quello detto a seme.” (filza N.5, ins. 11);

 

1700 ottobre 9, “Compromesso di vendita che i Sigg. Vincenzio ed Angiolo Gondi intendono di fare ai Sigg. Agostino e fratelli Sacchettini di una casa grande e casetta posta in Firenze nella via de’ Benci, stimate nel dì 24 dicembre 1700 ducati 3540. Ed altre scritture relative.” (filza N.5, ins. 12);

1701 dicembre 6, “Ricevuta di ducati 600 che fa Francesco Arrighi alla Giulia Galli Gondi in saldo di scudi 2000 pagati in conto di una casa che intendeva comprare il detto Arrighi, la qual compra non ebbe poi non ebbe più [sic!] effetto per non essersi trovati d’accordo nel prezzo.” (filza N.5, ins. 13);

 

1703 giugno 27, “Ricevuta di scudi 1000 che fa Niccolò Gondi a Vincenzio ed Angelo Gondi suoi cognati, in conto della dote di Cornelia Gondi sua consorte.” (filza N.5, ins. 14);

 

1707 febbraio 1, “Testamento del Sac. Antonio Ninci primo cappellano della Principessa di Toscana che nomina esecutore testamentario il prete Angiolo Dini maestro di casa del nobil casa Gondi. Rogato da Antonio Corsini.” (filza N.5, ins. 15);

 

1707 marzo 31, “Transazione ad lites vertenti tra Vincenzio ed Angiolo Gondi di Amerigo e Lorenzo Del Soldato, circa alcuni beni posti nel popolo di S. Lorenzo a Montefiesole feudali della Mensa Arcivescovile fiorentina. La suddetta Mensa pretesi caducati i beni suddetti, già concessi a feudo a Raffaello e Lorenzo di Antonio Del Soldato per canone non soluto furono ad egual titolo concessi nel 20 luglio 1690 ad Amerigo Gondi unitamente ad altri beni di libera proprietà dei detti fratelli Del Soldato, i quali nel 6 dicembre 1652 riportarono a loro favore una sentenza del Vicario della Curia per rientrare nel possesso dei beni liberi e nel 22 novembre 1706 con sentenza degli Auditori della Nunziatura furono pure reintegrati nei beni feudali alla qual sentenza essendosi appellati i fratelli Vincenzio ed Angiolo Gondi devennero dette parti ad una amichevole transazione, liquidando a carico dei Gondi le spese in lire 105 e i frutti già percetti al netto delle decime in £. 108, restando convenuto che dopo la morte di Lorenzo Del Soldato i Gondi diverranno i veri e reali possessori dei beni feudali in questione in conto e faccia dei quali dovrà lasciarsi acceso il feudo. Nell’anno 1713 il curatore della eredità giacente del fu Lorenzo Del Soldato nomina un perito per la divisione dei beni liberi da quelli livellari.” (filza N.5, ins. 16);

 

1707-1730, “Prospetti di dare e avere della eredità del Sen. Francesco Cerretani attinenti a Maria Cassandra Dini Cerretani per conto delle sue doti e stradotali.” (filza N.5, ins. 17);

 

1709-1710, “Lettere del Cav. Antonio Consacchi di Roma, dirette ad Antonio Benzi di Firenze per dependenza di diversi interessi di cambio ecc.” (filza N.5, ins. 18);

 

1711, “Dimostrazioni numeriche e conteggi diversi concernenti le liquidazioni passate fra Vincenzio ed Agnolo Gondi succeduti nel fidecommisso indotto da Giuliano Gondi seniore, ed Ottavia e Maria Maddalena Gondi, per i frutti dei beni in detto fidecommisso sottoposti. Vedansi i processi relativi alla successione nel detto fidecommisso che si conservano in questo archivio.” (filza N.5, ins. 19);

 

1711 maggio 6, “Scritta privata di donazione colla quale Vincenzio Filippo del fu Amerigo Gondi dona al fratello Angiolo Antonio la sua rata o porzione di tutto quello che possiede a comune e per indiviso tanto di beni stabili quanto di beni semoventi, ori, argenti e gioie, mobili, grasce e crediti con che detto Angiolo Antonio provveda al suo completo mantenimento sia per vitto come per quartiere e servitù e più corrisponda f. 15 al mese in contanti e sotto altre condizioni per le quali che entro due anni dal giorno della presente scritta il detto Angiolo sia tenuto a prendere moglie altrimenti si intenderà risoluta tal donazione, come nel caso che nel termine di anni otto dal dì del suo matrimonio non abbia avuti figli maschi ecc.” (filza N.5, ins. 20);

 

N.7 (1736-1765) mancano gli inserti n. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16 (l’ultimo inserto è il N. 49 del 1765).

Descrizione dei documenti mancanti, tratta dall’inventario di fine ottocento:

 

1736 giugno 20, “Gondi e Tutori Poggi. Processo di lite intentato dai Tutori di Giovan Francesco Poggi contro il Capitano Benedetto Taruffi, come possessore di certi beni comprati da Giuseppe Poggi, soggetti a fidecommisso.” (filza N.7, ins. 1);

 

1739 gennaio 11, “Ricevute ed altre carte attenenti alla eredità lasciata dal Sac. Angiolo Dini, Maestro della nobil casa Gondi, morto l’11 gennaio 1739 per l’esecutoria testamentaria tenuta da Vincenzio Gondi, in ordine al suo testamento.” (filza N.7, ins. 2);

 

1739-1747, “Conteggi riguardanti i pagamenti fatti da Amerigo Gondi per l’imposizione del fiume Vagra.” (filza N.7, ins. 3);

 

1742 marzo 28, “Scritta di costituzione di Censo di scudi 13 all’anno in sorte f. 400 imposto da Amerigo Gondi e fratelli sopra il podere denominato Le Case o Chiusure,  posto in comunità di Montopoli a favore del Sac. Marco Antonio Felice Tosi.” (filza N.7, ins. 4);

 

1743 marzo 7, “Testamento del canonico Agostino del Senatore Francesco Cerretani col quale lascia erede il Senatore Filippo Cerretani suo fratello e dopo la di lui morte la Elisabetta Cerretani nei Gondi sua sorella ed i figli della medesima. Rogato  da Giuseppe Vinci.” (filza N.7, ins. 5);

 

1743-1763, “Gondi e Imposizione del fiume Vagra. Ricordi ricevute ecc.” (filza N.7, ins. 6);

 

1745 marzo 3, “Istrumento pubblico di permuta alla pari in virtù del quale Giovan Battista, Amerigo e Francesco Gondi concedono a titolo di permuta a Girolamo e Giovan Battista Taruffi un campo in luogo detto Le Capannucce, popolo di S. Lorenzo a Montefiesole, podesteria del Pontassieve e tre appezzamenti di terra, che uno posto in luogo detto Campo alla Casa e gli altri due nel popolo di S. Lucia alla Pieve Vecchia nei luoghi detti Campo al Piano e Campone, e viceversa da detti Taruffi ricevono due appezzamenti di terra posti nei popoli S. Lorenzo a Montefiesole e S. Lucia alla Pieve Vecchia nei luoghi detti Campo Rustico e Campo al Doccio ossia Mulino. Rogato da Anton Felice Colleschi notaro pubblico fiorentino.” (filza N.7, ins. 7);

 

1745 giugno 15, “Concessione livellaria. Scritta privata con la quale la Venerabile Compagnia del Nome di Maria nella pieve di S. Andrea Doccia, diocesi fiorentina, concedono a livello ad Amerigo Francesco e Giovan Battista fratelli e figli del fu Angiolo Gondi perdurante la loro generazione mascolina, un pezzo di terra di st. 6, ad uso di pastura, posto nella Selva di Monte di Croce, popolo di S. Andrea a Doccia, per l’annuo canone di l. 42, ogni sei mesi la rata.” (filza N.7, ins. 8);

 

1745 agosto 22, “Paritito della Compagnia di S. Andrea a Doccia per riscuotere da Amerigo e fratelli Gondi otto o dieci annate anticipate di canone gravante il bosco o comunanza da detta compagnia allivellato ai Gondi. Vi è annessa la ricevuta di f. 40.” (filza N.7, ins. 9);

 

1746 giugno 15, “Appoggio accordato all’Abate Giovan Battista Gondi dai Consoli dell’Arte e Università dei Mercanti di Firenze, ad un muro dell’orto dello spedale di S. Eusebio per costruire una stalla e un trogolo per uso dei lavoratori di Polverosa.” (filza N.7, ins. 10);

 

1747, “Portate dei beni sottoposti al fidecommisso indotto da Giuliano Gondi col suo testamento del 3 maggio 1501, rogato da Iacopo Martini e di quelli sottoposti al fidecommisso indotto da Antonio Gondi col suo testamento del 14 agosto 1591 rogato da Alessandro Guidi, fatte dai Sigg. Amerigo Francesco e abb. Giovan Battista fratelli e figli di Angiolo Gondi, in obbedienza alla legge 22 giugno 1747, riguardante i fidecommissi e primogeniture nel Granducato di Toscana.” (filza N.7, ins. 11);

 

1748 aprile 19, “Istrumento pubblico di recognizione in dominum, in virtù del quale Amerigo Filippo, Francesco e abb. Giovan Battista del fu Angiolo Gondi confessarono ritenere a livello dal Capitolo Fiorentino un podere con casa che anticamente era divisa in due da padrone e da lavoratore, posto fuori la Porta al Prato al di là del Fronte dell’Asse, luogo detto Il Podere del Marzico e promettono adempiere a tutti i patti espressi nel contratto di originaria concessione del 15 ottobre 1688 e di pagare l’annuo canone convenuto in L. 185.10 e ciò fermo stante consegnano all’Agente del detto capitolo n. 2 cera bianca a titolo di recognizione ventinovennale. Rogato da Anton Filippo Montelatici.” (filza N.7, ins. 12);

 

1748 agosto 14, “Decreto degli Ufiziali dei Pupilli che ordina a Vincenzio e fratelli Gondi di pagare ad Eleonora e Teresa Pieralli f. 6 all’anno per frutti del prezzo di beni provenienti dall’eredità di Maria Cammilla Ferrucci. Con altri simili decreti dall’anno 1741 al 1747.” (filza N.7, ins. 13);

 

1749 ottobre 14, “Capitoli per gli sponsali tra Amerigo Filippo Gondi e la Teresa Gianfigliazzi. Firmati dalle parti contraenti.” (filza N.7, ins. 14);

 

1750 gennaio 15, “Scritta privata di sponsali fra Amerigo Filippo del fu Angiolo Gondi e la Teresa del balì Giovan Battista Gianfigliazzi con la dote di f. 125mila. Ed altre scritte riguardanti la costituzione della suddetta dote.” (filza N.7, ins. 15);

 

1750 marzo 20, “Carte relative alle indagini fatte alle decime ed all’archivio dei Contratti per rintracciare quali pretensioni potessero affacciare Amerigo e fratelli Gondi contro l’eredità di Giovan Battista Gondi nel caso che mancasse senza lasciare figli. Sunti di vari testamenti dei Gondi.” (filza N.7, ins. 16);

 

N.8 (1766-1785) mancano gli inserti n. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 16 (mancante già nel repertorio), 19, 25, 342, 35 (l’ultimo inserto è il N. 45 del 1785).

Descrizione dei documenti mancanti, tratta dall’inventario di fine ottocento:

 

1766 gennaio 3, “Scritta di sponsali fra Giovanni Antonio del fu Cinzio Ranieri di Perugia conte di Civitella e la Francesca di  Amerigo Gondi di Firenze, con la costituzione in dote di f. 8000 ecc. In doppio originale.” (filza N.8, ins. 1);

 

1766 marzo 15, “Chirografo di compromesso col quale Amerigo e fratelli Gondi eleggono arbitro Paolo Piccardi per comporre le differenze insorte fra essi e l’abate Tommaso e fratello Fontebuoni, circa la proprietà di un pezzo di scopeto denominato Il Bosco alla Collina, ossia Il Masso alla Cenciana, posto nella potesteria di Pontassieve.” (filza N.8, ins. 2);

 

1766 novembre 21, “Ricevuta di f. 91.4.13.4 in resto e saldo di lavori murari fatti nella strada Romana, in Pian di Pisa, sul fiume detto la Palagina da Giovan Tortoli muratore.” (filza N.8, ins. 3);

 

1767 agosto 27, “Pievania di Staggia. Pacini Sebastiano pievani trasmette a Gondi una cartella di ¼ di Luogo del Monte di Pietà di Firenze, assegnato alla pieve di Staggia.” (filza N.8, ins. 4);

 

1767 settembre 19, “Breve di Clemente XIII di indulgenze per la Chiesa e Oratorio pubblico di S. Cristina a Grignano.” (filza N.8, ins. 5);

 

1768 giugno 18, “Processo di lite Gianfigliazzi nei Gondi contro Marco Marciani servitore per il legato di f. 10 una volta tanto fatto dal balì Giovan Battista Gianfigliazzi col testamento del 25 ottobre 1753 rogato Bucherelli.” (filza N.8, ins. 6);

 

1768 settembre 28, “Informazioni di Amerigo del fu Angelo Gondi ministro del Nuovo Monte Comune, richieste dalla Segreteria di Finanza e da lui fatte e firmate.” (filza N.8, ins. 7);

 

1768 dicembre 7, “Licenza Arcivescovile concessa ad Amerigo Gondi ed a Teresa Gianfigliazzi sua consorte di poter far celebrare la S. Messa tutti i giorni nei diversi oratori annessi alle loro abitazioni. Firmata da Filippo Maria Gondi vicario generale.” (filza N.8, ins. 8);

 

1769 luglio 15, “Scritta privata, con la quale Amerigo Gondi prende ad imprestito dai fratelli Ubaldini f. 1000 al 4 per cento all’anno per pagare in parte la dote alla di lui figlia Elisabetta destinata in sposa al cavalier Filippo Albizzi di Pisa.” (filza N.8, ins. 9);

 

1769 settembre 28, “Scritta di sponsali tra il cav. Filippo del fu Luca degli Albizzi e la Elisabetta di Amerigo Gondi con la costituzione in dote di f. 6500. Vi è annessa l’obbligazione del marito per lo spillatico di f. 8 al mese da corrispondersi alla sposa.” (filza N.8, ins. 10);

 

1769 settembre 28, “Due copie autentiche di Sentenze del Magistrato Supremo, presentate nel 18 settembre 1766 e 22 settembre 1767 colle colle quali è stato permesso ad Amerigo Gondi di vendere i Luoghi di Monte di Roma vincolati al fidecommesso indotto dalla Caterina Gianfigliazzi vedova Geraldini col testamento del 24 maggio 1707 rogato Bini, per rinvestirli in Luoghi di Monte di Firenze e in beni stabili posti in Toscana.” (filza N.8, ins. 11);

 

1770 agosto 10, “Istrumento di vendita per mezzo del quale la Teresa Gianfigliazzi nei Gondi vende ad Andrea e fratello Guidotti della Romola due poderi luogo detto Tanagli e Taragli, posti a Passignano, potesteria di S. Casciano, per il prezzo di f. 1025, da investirsi in luoghi dieci del Monte Comune. Rogato da Angiolo Maria Seravalli. E carte relative.” (filza N.8, ins. 12);

 

1774 settembre 3, “Scritta di affitto colla quale Amerigo Gondi prende in affitto da Ottavio Buonamici un podere detto Valibona, posto nel popolo di S. Lorenzo a Montefiesole, vicariato del Pontassieve, per l’annuo canone di Sc. 65 e barili 2 vino, per la durata di anni cinque.” (filza N.8, ins. 19);

 

1776, “Decimari dei beni dei Gondi, distinti secondo i rispettivi catasti delle comunità ove sono situati, cioè di:

Firenze – Pontassieve – Rignano – Bagno a Ripoli – Fiesole – Campi – Figline. Decimario dei beni della Teresa Gianfigliazzi nei Gondi posti nelle Comunità di S. Casciano e Montespertoli. Stima dei poderi di Barbata fatta nel 1755 e di due poderi detti Le Case delle Chiusure dei fratelli Gondi.” ( filza N.8, ins. 25);

 

1780, “Caietani Francesco – m. 7.4.1780. Copia lapide sepolcro.” (filza N.8, ins. 342);

 

1781 febbraio 16, “Permuta di terra alla pari. Scritta privata per mezzo della quale Amerigo e fratelli Gondi approvano e ratificano la permuta di diversi appezzamenti di terra che facevano parte della loro fattoria di Grignano fino dal 3 gennaio 1773 conclusa senza espressa scrittura con il cav. Amerigo Marzi Medici, dal quale ricevono altri appezzamenti di terra posti nella sua fattoria di Piè Vecchia. Vi è annessa la perizia del 3 gennaio 1773.” (filza N.8, ins. 35);

 

N.10 (1791-1795) mancano tutti gli inserti.

Descrizione dei documenti mancanti, tratta dall’inventario di fine ottocento:

 

1791 gennaio 19, “Scritta privata colla quale Amerigo Gondi si obbliga pagare a rate all’amministrazione del patrimonio ecclesiastico il debito della Maria Teresa Gianfigliazzi di lui consorte, residuato a Sc. 662 per dependenza delle doti lasciate dalla Paradisi Deti, resultante nella maggior somma di f. 1612 dalla sentenza del Magistrato Supremo del dì 17 giugno 1777. Con carteggio e conteggi relativi. Vi è annesso il processo di lite Gianfigliazzi – Gondi contro Baldocci come procuratore delle fanciulle che hanno diritto a dette doti.” (filza  N.10, ins. 1);

 

1791 aprile 19, “Cessione di servitù. Giuseppe del fu Niccolò Mandò cede al cav. Giovan Battista e fratelli Gondi la servitù come il diritto di due terze parti che ha sul Forno annesso alla casa del podere denominato Salceto, per £ 80 ricevute nell’atto presente.” (filza N.10, ins. 2);

 

1791 luglio 6, “Notizie del testamento della Teresa Gianfigliazzi nei Gondi, rogato nel dicontro giorno da Cosimo Braccini per il prelegato di f. 200 l’anno a vita durante che lasciò a quello dei tre suoi figli che prima degli altri e dentro l’età di anni 50 prenderà in moglie una donna quartata.” (filza N.10, ins. 3);

 

1791 agosto 8, “Copia del chirografo col quale la Teresa Gianfigliazzi nei Gondi rilascia per carità allo Spedale degli Innocenti tutte le prestazioni vitalizie dovutele dal medesimo, decorse  e non esatte al tempo della sua morte. Recognito da Cosimo Braccini.” (filza N.10, ins. 4);

 

1791 novembre 3, “Chirografo col quale Vincenzio Gondi accetta il posto di Cassiere nell’Uffizio Generale delle Poste di Firenze, vacato per il riposo concesso ad Amerigo Gondi di lui padre, dando idonei mallevadori per la cauzione di f. 1500. Partecipa la quietanza per la suddetta gestione di Cassiere e scioglie il vincolo della cauzione prestata dai mallevadori.” (filza N.10, ins. 5);

 

1792 giugno 6, “Circolare colla quale l’Amministrazione Ecclesiastica partecipa ad Amerigo Gondi che il censo di f. 2000 in sorte proveniente dalla Compagnia dei Ss. Isidoro e Brigida è stato ceduto al R. Uffizio del Bigallo a datare dal 12 giugno 1791.” (filza N.10, ins. 6);

 

1792 giugno 6, “Circolare colla quale l’Amministrazione Ecclesiastica partecipa ad Amerigo Gondi che il canone di livello di f. 6 all’anno, proveniente dalla Compagnia della Natività di Maria Vergine è stato ceduto al R. Uffizio del Bigallo a datare dal 14 giugno 1791.” (filza N.10, ins. 7);

 

1792 luglio 16, “Permuta di terre alla pari tra Amerigo Gondi che dà una selva luogo detto Lungagnola, nei boschi di Monte di Croce / Pontassieve / e Niccolò Gondi che rilascia in cambio di detta selva un campo sotto la fonte di Tassinaia ossia il Campo sotto la Chiesa di Montefiesole. Perizia approvata dalle parti.” (filza N.10, ins. 8);

 

1792 agosto 7, “Istrumento di convenzioni tra Amerigo Gondi e le monache di S. Iuliano di Firenze, per l’abbuono della decima o dazio gravante i due poderi denominati Montaione o Ponte di Mezzo ed il Ponte di Montaione concessi a livello agli autori di detti Gondi in ordine ai contratti del dì 17 aprile 1517 rogato Paganucci e del dì 14 novembre 1538 rogato Baldesi. Con queste convenzioni si procede alla recognizione di dominio del detto livello e si riducono i canoni annui in complesso a St. 198 grano, St. 2 ceci ed a £ 165.9 in contanti al netto dell’abbuono della decima. Rogato da Poggesi. Vi è annesso l’avviso in data 25 ottobre 1810 del R. Spedale di S. Maria Nuova, come cessionario dell’Intendenza al Tesoro Pubblico di Toscana pel pagamento dell’annua rendita di fiorini 1089.26 proveniente dai suddetti livelli. Memorie, carteggi ed altre carte relative.” (filza N.10, ins. 9);

 

1792 settembre 7, “Scritta di Locazione, colla quale Amerigo Gondi affitta alla R. Azienda del Sale, uno stanzone ad uso di conservare il sale, posto in mezzo al di lui palazzo ed al magazzino dell’Azienda stessa posti in faccia al Palazzo Vecchio, lungo la strada detta dei Gondi, ossia lo Sdrucciolo della R. Dogana; detto stanzone ha l’ingresso dall’andito interno del magazzino; per l’annua pigione di So. 20, e per la durata di cinque anni.” (filza N.10, ins. 10);

 

1792 dicembre 2, “Inventari in die mortis di tutti i beni attenenti alla eredità del fu Amerigo di Angiolo Gondi, accettata con benefizio di legge e di inventario dai di lui figli cav. Giovan Battista, Vincenzio ed Angiolo Gondi, come dall’atto di adizione del 18 dicembre 1792, che si trova in fine di questo inserto, unitamente alla fede di morte e ad altri atti relativi.” (filza N.10, ins. 11);

 

1793 giugno 30, “Chirografo col quale Anton Giuseppe Benotti dichiara che il prezzo dei due poderi denominati Cenciano e Camorli, posti nel Vicariato del Pontassieve, da esso venduti al cav. Giovan Battista e fratelli Gondi con altro chirografo dello stesso giorno, è di f. 2680, sebbene in quello apparisca di f. 2600.” (filza N.10, ins. 12);

 

1793 aprile 5, “Istrumento di compra col quale il cav. Giovan Battista e fratelli Gondi comprano da Anton Giuseppe del fu Giovan Pietro Benotti, due poderi denominati Cenciano e Camorli, posti nella comunità di Pontassieve, quivi latamente descritti e confinata, per il prezzo di f. 2600, che viene depositato nella Cassa del R. Arcispedale di S. Maria Nuova per doversi pagare nella dimissione di altrettanti creditori. Rogato da Francesco Poggesi. Vi è annesso tutto il processo relativo alla suddetta compra non ché il contratto di compra e vendita del dì 12 agosto 1786 rogato Venturi Sciarelli, col quale il Benotti compra da Peruzzi il poderre di Cenciano, per il prezzo di f. 1690 ecc.” (filza N.10, ins. 13);

 

1793 giugno 28, “Chirografo di convenzioni fra l’Amministrazione Generale delle R. R. Rendite ed il cav. Giovan Battista Gondi per far murare la porta che introduceva nel chiassolo interno che resta tra il palazzo Gondi, posto sulla piazza di S. Firenze e la stanza dell’Uffizio del Tabacco, accordando il Gondi il passo dalla sua stalla per vuotare il pozzo nero che resta nella contigua stanzina terrena del detto Uffizio.” (filza N.10, ins. 14);

 

1793 agosto 23, “Scritta di affitto colla quale il cav. Giovan Battista e fratelli Gondi danno in affitto a Francesco Naldi una casa con bottega ad uso di macellaro e stiora 7 di terra annessa, posta in luogo detto La Costa a Signa per la durata di anni cinque e per l’annuo canone di f. 40.” (filza N.10, ins. 15);

 

1793 dicembre 13, “Scritta di cambio di f. 500 somministrati da Luigi Grassi al cav. Giovan Battista e fratelli Gondi al frutto del 4 % in anno, in estinzione di altrettanta rata di un capitale preso a cambio in maggior somma da Giuseppe Laschi, con apoca del 30 luglio 1778, per pagare parte della dote della Francesca Gondi loro sorella maritata al conte Giovan Antonio Ranieri di Perugia.” (filza N.10, ins. 16);

 

1794 gennaio 14, “Il cav. Giovan Battista e fratelli Gondi si riconoscono debitori di Maria Anna Pieraccioli vedova di Giovanni Morelli della somma di f. 300, resultante da due scritte di cambio, che una del 25 dicembre 1787 di f. 200 e l’altra del 17 maggio 1790 di f. 100 al 4 %.” (filza N.10, ins. 17);

 

1795 maggio 20, “Lettera patente data dalla R. Segreteria di Guerra ad Angiolo del fu Amerigo Gondi, essendo stato detto da S. A. R. Ferdinando III per capitano della decima compagnia del Battaglione delle Bande del dipartimento fiorentino.” (filza N.10, ins. 18).

 

 

SERIE DOCUMENTI (1800-XX secolo)

filze numerate da 1 a 23, descritte nel secondo tomo di un repertorio cronologico compilato alla fine del XIX secolo.

 

N.5 (1837-1843) mancano gli inserti n. 3, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31; (l’ultimo inserto è il N. 19 del 1840).

Descrizione dei documenti mancanti, tratta dall’inventario di fine ottocento:

 

1837 settembre 31 (?), “Contratto sociale, a stampa, dell’Anonima Società per lo scavo delle miniere del rame del carbon fossile ed altri minerali esistenti nella tenuta di Montevaso – diretto con lettera al Socio Cav. e Amerigo Gondi.” (filza N.5, ins. 3);

 

1838 settembre 10, “Convenzioni tra il mse. Luigi Tempi, il cav. Michele Giuntini, ed il cav. Angiolo Gondi per i lavori da eseguirsi a difesa delle ripe e degli adiacenti terreni dalle irruzioni della Sieve, lungo il corso interposto tra i ruderi dell’antico ponte a Vico, e la casetta di Rippio, inferiormente al torrente delle Macinaie, ed al fosso di Nipozzano, rimettendosi in tutto al parere dell’Ing. Giuseppe Michelacci ed alla pianta geometrica da esso compilata.” (Filza N.5, ins. 6);

 

1838 settembre 12, “Atto privato di obbligazione e mallevadoria, col quale Giuseppe Pieri già colono al podere detto Le Colline, posto nella comune del Pontassieve si riconosce debitore del sig. cav. Amerigo Gondi per dependenza di detta colonia della somma di Sd. 42; che Sd. 12 paga nell’atto presente, e gli altri Sd. 30 promette di pagare a rate annue di Sd. 10 l’una, colla mallevadoria solidale del sig. Silvio Corti.” (filza N.5, ins. 7);

 

1838 ottobre 11, “Scritta di permutazione e rettificazione della strada di Grignano. Vi è annessa la relazione dell’Ingegner F. Fortini fatta lì 16 ottobre 1838 alla comunità per il tr